Storia della Psicologia
Storia, eventi e protagonisti della Psicologia
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11 ottobre 1914 – nasce Reuben Fine

A New York, l’11 ottobre 1914 nasce Reuben Fine: Scacchista e Psicologo statunitense.

Reuben Fine fu un grande Maestro di scacchi, uno dei migliori giocatori al mondo tra la metà degli anni trenta e i primi quaranta. Vinse cinque medaglie (di cui quattro d’oro) in tre edizioni delle Olimpiadi degli scacchi. Si piazzò primo in tutti e sette gli U.S. Open a cui partecipò (1932, 1933, 1934, 1935, 1939, 1940, 1941).

Dopo essersi laureato in psicologia presso l’University of Southern California, Fine abbandonò gli scacchi professionisti per dedicarsi alla sua nuova professione. Continuò però a giocare a scacchi per tutta la vita. Scrisse il libro “The Psychology of the Chess Player” di scuola freudiana. Pubblicò The History of Psychoanalysis nel 1979 e numerosi altri libri sull’argomento.

Come molti altri psicologi del suo tempo, Fine credeva che l’omosessualità potesse essere curata (attraverso la terapia di conversione) e le sue opinioni sono state citate negli scontri sul tema, compresa la battaglia legale sul matrimonio fra persone dello stesso sesso nelle Hawaii.

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11 ottobre 2003 – muore Paolo Bozzi

paolo-bozziA Bolzano, l’11 ottobre 2003 muore Paolo Bozzi: Psicologo italiano.

È considerato uno dei principali studiosi italiani di psicologia della Gestalt, insieme a Fabio Metelli e a Gaetano Kanizsa (di cui è stato allievo). Autore eclettico di numerose opere, ha approfondito il tema della percezione visiva da diversi punti di vista, come la percezione dei colori, dei suoni, ma anche del moto pendolare e di quello lungo i piani inclinati.

Nel suo capolavoro, Fisica ingenua (1990), Bozzi descrive il suo metodo e i risultati delle sue ricerche attraverso uno stile narrativo che mischia i ricordi della sua vita con i risultati scientifici da lui ottenuti, facendo aderire lo stile narrativo con le sue teorie secondo le quali non è possibile rimuovere la percezione sensibile dall’osservazione dei fenomeni.

Ha dedicato la sua attenzione al lavoro sperimentale e a un programma teorico che contrastasse quello psicofisico.

Nel 1960, insieme al suo collega Giovanni Bruno Vicario, ha descritto un fenomeno acustico noto al giorno d’oggi con il nome auditory streaming, che nella psicologia della percezione musicale è alla base della formazione delle melodie.