21 Febbraio

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Formazione in Marketing per Psicologi

21 febbraio 1860 – nasce Giuseppe D’Abundo

giuseppe-dabaudoA Barletta, il 21 febbraio 1860 nasce Giuseppe D’Abundo: Neurologo e Psichiatra italiano.

In psichiatria si occupò in particolar modo di isteria e ipnotismo.
Fu sostenitore della teoria della polarizzazione psichica di Leonardo Bianchi; studiò anche le conseguenze neurologiche e psichiatriche di fatti traumatici, interessandosi soprattutto delle malattie neuropsichiatriche conseguenti agli incidenti ferroviari (railway spine).

Di particolare interesse sono gli studi del professore D’Abundo sugli stati nevrotici conseguenti al terremoto di Messina e Reggio del 1908 e sui traumi di guerra.

Il neuropsichiatra sostenne in più lavori la tesi della responsabilità causale di fatti tossici e infettivi nella genesi delle malattie mentali, teoria errata ma che ha elementi di modernità per l’individuazione del rapporto tra sistema nervoso e immunitario.

Il problema psichiatrico fu affrontato dallo studioso anche dal punto di vista sociale, attraverso la lotta ai fattori da cui si riteneva che traessero origine la maggior parte delle malattie mentali.

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21 febbraio 1892 – nasce Harry Sullivan

harry-stack-sullivanA Norwich, il 21 febbraio 1892 nasce Herbert “Harry” Stack Sullivan: Psichiatra e Psicoanalista statunitense.

Avvicinatosi alla psicoanalisi, creò la scuola di psichiatria interpersonale.

Fu uno dei fondatori del William Alanson White Institute, uno dei principali Istituti psicoanalitici Statunitensi, e della rivista scientifica Psychiatry. Diresse la Washington School of Psychiatry dal 1936 al 1947.

Il suo contributo sulle tecniche del colloquio clinico, in cui delineava un approccio meno nosografico e più interpersonale rispetto ai modelli classici, ha avuto molta influenza nella psichiatria statunitense degli anni ’40 e ’50.
Nel suo approccio, il colloquio diviene uno strumento non solo anamnestico, ma anche di analisi delle dinamiche relazionali usate dal soggetto, e di cui questi non è sufficientemente consapevole.

Tra i suoi contributi principali, hanno avuto una rilevante importanza anche i tentativi di estendere alla schizofrenia le forme del trattamento psicoanalitico, la gestione dei reparti psichiatrici basata su processi relazionali e non solo autoritativi, la riflessione sulla comunicazione paratassica (ovvero influenzata dalle rappresentazioni precedenti dell’altro), e l’analisi della centralità delle forme di interazione interpersonale nella costruzione e nel mantenimento dei disturbi psicologici e psichiatrici.

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21 febbraio 1944 – muore Anton Delbrück

anton-wolfgang-adalbert-delbrückAd Halle, il 21 febbraio 1944 muore Anton Wolfgang Adalbert Delbrück: Psichiatra tedesco.

Anton Delbrück studiò medicina all’Università di Lipsia ottenendo la laurea nel 1886.
Dal 1886 al 1889 fu assistente presso l’Irrenanstalt Altscherbitz, l’ospedale psichiatrico di Altscherbitz (nei pressi di Lipsia), da cui passò all’Irrenanstalt Friedrichsberg di Amburgo.

Nel 1890 divenne assistente di Auguste Forel alla Psychiatrische Universitätsklinik Zürich, il famoso istituto universitario di psichiatria noto anche col nome di Burghölzli. Qui Delbrück si interessò soprattutto delle patologie legate all’alcolismo; nel 1891 descrisse la pseudologia fantastica, caratterizzata dal ricorso abituale alle bugie.

Nel 1899 ritornò in Germania e divenne direttore della clinica psichiatrica St. Jürgen-Asyl di Brema, dove rimase fino al 1927, anno del suo pensionamento.

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21 febbraio 1948 – nasce Marco Lombardo Radice

marco-lombardo-radiceA Roma, il 21 febbraio 1948 nasce Marco Lombardo Radice: Psichiatra e Scrittore italiano.

Laureato in Medicina, si specializzò in Neuropsichiatria Infantile.
Fu chiamato giovanissimo a dirigere il II Reparto del’Istituto Neuropsichiatrico di Via dei Sabelli a Roma, quello riservato agli adolescenti.

Qui, anche in conflitto con i propri colleghi, compì una vera “rivoluzione”, aprendo le porte del reparto, organizzando uscite dei giovani pazienti e richiedendo il coinvolgimento pieno di tutti gli operatori, infermieri compresi.

Tutto ciò, in ossequio alla propria tesi che, in età giovanile, i conflitti, spesso legati a difficili situazioni sociali, possono essere risolti positivamente.

In queste istituzioni si tocca con mano l’esistenza di una microfisica del potere e di una scala dell’oppressione in cui, ad esempio, l’infermiere sfruttato e oppresso in un’ottica di classe può porsi, a sua volta, come oppressore sull’anello più basso della catena: il paziente
Marco Lombardo Radice


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