27 Febbraio

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Formazione in Marketing per Psicologi

27 febbraio 1863 – nasce George Herbert Mead

george-herbert-meadA South Hadley, il 27 febbraio 1863 nasce George Herbert Mead: Filosofo, Sociologo e Psicologo statunitense.

Considerato tra i padri fondatori della psicologia sociale, apprese da Wilhelm Wundt il concetto di “gesto” che sarà fondamentale in seguito nelle sue opere.

All’Università del Michigan connobbe Charles Horton Cooley e John Dewey, i quali influenzarono molto il suo pensiero.
Nel 1894 Mead si trasferì, insieme a Dewey, presso la Università di Chicago, dove svolse la sua carriera accademica fino alla fine dei suoi giorni.

L’influsso di Dewey spinse Mead ad interessarsi alla teoria pedagogica, ma il suo pensiero ben presto si discostò da quello di Dewey e si sviluppò nelle sue famose teorie psicologiche della mente, dell’io e della società.

La società è unità nella diversità
George Herbert Mead

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27 febbraio 1863 – nasce Roberto Assagioli

roberto-assagioliA Venezia, 27 febbraio 1863 nasce Roberto Assagioli: Psichiatra e Teosofo italiano.

Fu indicato da Freud a Jung come colui che avrebbe introdotto la psicoanalisi in Italia, cosa che del resto avvenne sia con la pratica clinica, sia con l’appartenenza, unico italiano, alla Società Psicoanalitica Internazionale, sia per la collaborazione negli anni 1909-1910 alle riviste fondate da Freud, sia per la pubblicazione su Psiche (1912) del primo scritto di Freud, tradotto da Assagioli dopo approvazione dello stesso Freud.

Si dedicò quindi alla psicologia e alla pratica della psicoterapia nel cui ambito sviluppò un proprio metodo: la psicosintesi.
Tra i primi divulgatori scientifici del pensiero di Freud in Italia, fondò, nel 1912, insieme a un gruppo di studiosi fiorentini gravitanti attorno a Francesco De Sarlo, la rivista “Psiche”.

Già dal 1914 però si distacca dal pensiero freudiano, ritenendolo limitato e costrittivo della psiche umana e rivolge sempre maggior interesse alla costruzione di un suo orientamento teorico e pratico, autoformativo e terapeutico, definito Psicosintesi, in cui all’aspetto analitico affianca la dimensione sintetica dei processi dinamici della mente e sviluppa interessi per la dimensione spirituale, da lui definita trascendente, della mente umana.

Senza perdono la vita è governata da un ciclo infinito di risentimento e rappresaglia
Roberto Assagioli

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27 febbraio 1947 – muore Pierre Janet

pierre-janetA Parigi, il 27 febbraio 1947 muore Pierre Marie Félix Janet: Psicologo e Filosofo francese.

Fu uno dei primi ricercatori ad evidenziare una connessione diretta tra gli eventi nella vita passata di un soggetto e la sintomatologia traumatica da essi derivante; coniò i concetti ed i termini di dissociazione e subconscio, e sviluppò un’importante teoria della mente basata sul concetto di livelli funzionali, destinata a risultare di grande importanza nella psicotraumatologia del XX secolo.

Il suo modello è ad esempio considerato un precursore importante delle attuali teorie psicotraumatologiche sul “dual processing” degli stimoli traumatici.

Fu tra i primi ad evidenziare come la sintomatologia psicopatologica possa essere un’espressione simbolica del materiale inconscio “dissociato” (quello che in seguito Sigmund Freud avrebbe definito come materiale rimosso), e propose al riguardo un approccio terapeutico definito di analisi psicologica.

Ansia. Questo penoso sentimento d’attesa.
Pierre Janet

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27 febbraio 1920 – nasce Julian Jaynes

julian-jaynesA Newton, il 27 febbraio 1920 nasce Julian Jaynes: Psicologo statunitense.

Noto per il suo libro Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza, nel quale egli affermò che i popoli primitivi non erano consapevoli nella moderna accezione del termine, e che la mutazione del modo di pensare umano sarebbe avvenuta nello spazio di alcuni secoli tremila anni or sono.

Le teorie di Jaynes sulla coscienza si dimostrarono a dir poco molto controverse.
La sua interpretazione di un Achille guidato da voci interiori era indubbiamente originale. Quando uscì l’Origine della coscienza, egli fu criticato aspramente per aver cercato di ingraziarsi il grande pubblico senza avere prima sottoposto l’opera ad un attento esame da parte dei colleghi.


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