7 Giugno

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Formazione in Marketing per Psicologi

7 giugno 1953 – muore Géza Róheim

géza-róheimA New York, il 7 giugno 1953 muore Géza Róheim: Antropologo e Psicoanalista ungherese.

Fu il primo psicoanalista che, su incarico diretto di Sigmund Freud, cercò di dimostrare sul campo la validità delle teorie psicoanalitiche attraverso l’analisi dei sogni delle popolazioni non occidentali, in particolare di quelle australiane.

In questo modo mise in evidenza l’universalità del complesso di Edipo, per controbattere alle tesi di chi come Bronisław Malinowski ne negava la presenza nelle culture matrilineari.

Nel 1919 gli fu affidata, presso l’Università di Budapest, la prima cattedra in antropologia psicoanalitica.

Il presupposto più importante del suo pensiero è che tutti i prodotti culturali possono essere interpretati in termini psicologici.

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7 giugno 1989 – muore Masud Khan

masud-khanA Londra, il 7 giugno 1989 muore Masud Khan: Psicoanalista inglese.

Masud Khan ha elaborato la teoria del trauma cumulativo che deriva dalle tensioni e dagli stress che il bambino sperimenta nel contesto della dipendenza del suo Io dalla madre, che è insieme scudo protettivo e Io ausiliario.

Le brecce, in questa funzione di barriera antistimoli esercitata dalla madre, agiscono in modo silenzioso e impercettibile lungo tutto il processo di sviluppo. Non sono osservabili né identificabili come traumi nel momento in cui si producono e assumono il valore di trauma solo cumulativamente e retrospettivamente.

I concetti di Masud Khan sono in parte basati su idee di Winnicott, specie sull’idea di crollo o difetto della madre quanto alla sua funzione di dosare e regolare gli stimoli esterni e interni, che può portare a una situazione di invasione con effetto destrutturante sull’organizzazione e integrazione dell’Io.

Ciò che più colpisce nelle concezioni di Masud Khan è lo spostamento del concetto di barriera antistimoli, che originariamente è un concetto economico impregnato di connotazioni biologiche, in un campo relazionale, dal momento che la barriera protettiva è collocata al di fuori dell’organismo o dell’individuo considerato.

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7 giugno 1997 – muore Stanley Schachter

stanley- schachterAd East Hampton, il 7 giugno 1997 muore Stanley Schachter: Psicologo statunitense.

È considerato il padre della teoria cognitivo-attivazionale delle emozioni, detta anche “teoria dei due fattori” o “teoria del jukebox emotivo“.

Egli concepì l’emozione come la risultante dell’interazione fra due componenti distinti: una fisiologica ed una psicologica.
Interazione necessaria, ma non comunque sufficiente a generare un’emozione.

L’emozione, secondo la teoria di Schachter, è infatti la risultante dell’arousal (ovvero dello stato di attivazione psicofisiologica) e di due atti cognitivi distinti: uno che riguarda la percezione e il riconoscimento della situazione emotigena; l’altro che stabilisce la connessione fra questo atto cognitivo e l’arousal stesso.
In questo modo, il sistema cognitivo può “interpretare”, in base a diversi schemi, il significato funzionale dell’arousal fisiologico autopercepito.

Schachter distingue due modalità con cui l’emozione può avere origine: abituale, in cui la valutazione della situazione è rapida, è un fenomeno post-cognitivo e il soggetto è consapevole soltanto dello stato emotivo risultante e quella atipica, in cui l’arousal non è spiegato dalla situazione, come ad esempio nel caso di assunzione di farmaci.


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